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Ciao , questa è la situazione attuale in Brasile in piena EMERGENZA COVID

Nello stato di Bahia, incluso a Salvador, le scuole sono chiuse dal 18 marzo. L’anno scolastico sarà riprogrammato eliminando le vacanze di metà anno e si continuerà fino a dicembre o gennaio. Le scuole private finiranno l’anno online mentre le scuole pubbliche potrebbero riaprire a settembre, anche se per ora ufficialmente la chiusura è fino al 31 luglio. Purtroppo la maggior parte degli alunni non sono raggiunti dalla didattica a distanza. Sono chiusi anche i centri commerciali, le palestre, le piscine, i cinema, le chiese e sono vietati gli eventi di qualsiasi tipo con più di 50 persone, almeno fino al 31 luglio. Pertanto è stato esteso lo stato di emergenza.

Paola Cigarini, la responsabile del progetto di adozione a distanza, ci ha aggiornato sulla situazione attuale: a Salvador de Bahia il contagio si sta espandendo anche nel quartiere dove sorge il Centro Educativo Joao Paolo II, il fratello della cuoca del progetto è intubato e vi è stato un forte incremento dei casi anche perché, purtroppo, ci sono state feste tutto il tempo in alcune parti del quartiere. Da circa una settimana il comportamento della popolazione sta migliorando anche perché hanno fatto dei test rapidi da cui risulta che il 24% delle persone è infetto, quindi anche gli abitanti del quartiere stanno prendendo coscienza del pericolo. Inoltre, il sindaco ha decretato il lockdown in tre quartieri incluso quello del Centro.  Nelle favelas non si prendono misure protettive quindi il sindaco ha imposto l’obbligo della mascherina anche in auto.

Il Centro Joao Paulo II ha chiuso dal 18 marzo e non sanno quanto durerà la chiusura. Hanno è provato a fare didattica online ma i ragazzi non sono molto ricettivi. In un mese le famiglie del quartiere hanno ricevuto circa 3-4 “ceste basiche”. Lo stato ha creato un bonus studente con il quale la famiglia di ogni studente della scuola pubblica riceve una cesta direttamente al supermercato per evitare assembramenti. Lo staff del centro ne ha distribuite 130 alle famiglie più bisognose.

Paola Cigarini, ma responsabile del progetto di adozione a distanza, va al Centro due volte a settimana per sentire come va la situazione nel quartiere. I ragazzi scrivono e comunicano le loro necessità su WhatsApp. Da maggio una piccola parte del personale è tornata in servizio e ha contattato le famiglie, una per una, per fare sensibilizzazione: hanno per esempio fatto una conferenza con un infettivologo del Sacco che ha detto loro di insistere su mascherine, alcool e candeggina, non potendo rispettare il distanziamento sociale in favela. Hanno iniziato a distribuire dispense didattiche con compiti che i bambini riportano compilati e useranno la piattaforma Google Education perché non si sa ancora quando potranno riprendere le scuole. Per il momento stanno anche facendo formazione per i professori. Stanno anche preparando una proposta per riprendere le attività in presenza 1 volta a settimana per evitare che i ragazzi si sentano allo sbando.

Ecco alcune foto per te


Beatrice Ravani

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