My Mission Bambini

myMission_logo_2025_25_anni

Benvenuta « Esci

Ciao , questa è la situazione attuale in India in piena EMERGENZA COVID

In India le scuole e le università sono chiuse. Dal 24 marzo il governo centrale ha decretato un lockdown su tutto il territorio indiano, esteso fino al 31 luglio, anche se con ulteriori allentamenti, ma sembra che le scuole non riapriranno prima di metà agosto ma non è ancora stata presa una decisione in merito. Dal 20 aprile hanno riaperto alcuni settori ad alta intensità di manodopera tipo costruzioni, agricoltura, servizi essenziali e dal 25 aprile i negozi di beni non essenziali. In alcuni stati è obbligatoria la mascherina e vige il coprifuoco dalle 22 alle 5 tranne che per attività essenziali. Si sono create zone rosse, arancioni e verdi. Nelle zone rosse non ci sono taxi e rickshaw, gli uffici possono riaprire ma solo con un terzo del personale e le imprese di costruzioni possono lavorare con gli operai che vivono nelle vicinanze. Nelle zone arancioni i taxi possono circolare ma con 2 passeggeri al massimo. Diventano zone verdi se non ci sono stati casi per almeno 21 giorni: si possono riprendere le attività e i bus possono circolare con il 50% dei posti. Le cosiddette containment zones sono molto localizzate (ad esempio quartieri di una città). Il numero di casi è molto elevato ma anche la popolazione: i casi sono 934 per 1 milione di abitanti (a fronte dei 4.058 italiani) e i decessi 22 per 1 milione di abitanti (a fronte dei 580 italiani).

 

In Andhra Pradesh le scuole governative sono state chiuse il 19 marzo e quindi i bambini delle boarding school di Markapur sono tornati a casa. Il personale di ASSIST è a casa tranne pochissimi, tra cui Vianney Katakam, responsabile del progetto di adozione a distanza, che si reca quotidianamente in ufficio: l’intero staff però è in contatto telefonico con gli abitanti dei villaggi per assicurarsi che seguano le misure di prevenzione. I lavori urgenti continuano nelle comunità ad opera dei leader comunitari mantenendo le distanze. I lavoratori informali ricevono razioni alimentari dal governo ma non sono sufficienti a coprire i bisogni delle famiglie. ASSIST ha distribuito alle famiglie più vulnerabili, 1430 nella zona di Markapur, riso, lenticchie, olio: ha anche cercato di infondere coraggio ai leader comunitari, incoraggiarli a riprendere la tradizione di lavare mani e piedi prima di entrare in casa, usare le mascherine e mantenere le distanze. L’assistenza alimentare data dal governo centrale e nazionale non è sufficiente quindi ASSIST sta cercando di integrare e aiutare le famiglie in difficoltà. Oltre alla fame sta crescendo il problema dello stigma sociale per i malati, anche da parte delle loro stesse famiglie: lo staff di ASSIST vorrebbe rafforzare la sensibilizzazione facendo in primo luogo una formazione specifica per i propri operatori. Purtroppo a causa dell’aumento di casi di Covid nella zona, ASSIST ha dovuto chiudere nuovamente l’ufficio almeno per una settimana dal 21 al 27 luglio.

Alcuni scatti:

 

Categorie: p272_markapur

Beatrice Ravani

ind







    INFORMAZIONE DI SERVIZIO