Ciao ,
grazie al sostegno di voi donatori il Centro prima infanzia “La Porta Magica” ha resistito alla crisi dovuta al lock down e ha riaperto il 2 Settembre per offrire il suo prezioso sostegno a tanti bambini e famiglie in difficoltà di Sesto San Giovanni.
Ecco cosa ci racconta un’educatrice del Centro.
Con la riapertura del centro prima infanzia “La Porta Magica” abbiamo dovuto fare i conti con nuove regole e limitazioni che ad una prima analisi sembravano minare e mettere a repentaglio il lavoro pedagogico fatto negli anni, per costruire un luogo a misura non solo dei bambini ma delle intere famiglie.
Ma gli educatori hanno un pessimo vizio: cercare il bello in tutte le cose!
Abbiamo studiato, pensato, programmato e riprogettato per settimane. Abbiamo quindi scelto di garantire alle famiglie già iscritte nello scorso anno educativo, che non avrebbero avuto la possibilità di essere accolte nei nidi comunali, di vedersi garantita l’accoglienza di bambini per 5 giorni settimanali, rinunciando noi alla flessibilità di frequenza che ci ha contraddistinti sul territorio in questi anni. Per quest’anno avremo un solo gruppo di bambini che frequenteranno tutti tutta la settimana, fino ad un massimo di 14 iscritti.
Nonostante la difficoltà e l’aumento dei costi abbiamo comunque scelto di mantenere la retta al prezzo degli anni precedenti, cercando di non gravare ulteriormente sui genitori.
Al momento i bambini iscritti sono solo 9, quindi possono costituire una sola e unica “bolla”, come indicato dalle normative. Le famiglie esplicitano di avere un po’ paura ad inserire i bambini nella collettività proprio ora, e se hanno un’alternativa, che siano i nonni, una baby sitter o l’alternanza tra i genitori stessi, scelgono di tenere i propri figli a casa. Le mascherine, il distanziamento sembrano non conciliabili con i bambini e il loro bisogno di socialità e il timore di dover gestire più del solito l’imprevisto spinge a cercare altre soluzioni.
Il nostro centro è composto da un solo spazio, un grande open space. Abbiamo quindi deciso di non far accedere allo spazio gli accompagnatori, ma siamo noi ad uscire a prendere i bambini uno ad uno e dopo aver garantito un buon distacco li accompagniamo all’interno. Dobbiamo cambiare le nostre abitudini? E noi allora cerchiamo il bello e ne approfittiamo! Ogni giorno in entrata e in uscita le educatrici si concentrano sull’impegnativo lavoro di imparare a mettere e togliere da soli le scarpe e le calze. I bambini stanno imparando a sistemare nell’apposita cesta il proprio bicchiere personale che quotidianamente portano avanti e indietro da casa e la cartellina per le comunicazioni.
Avendo da sempre un’ora dedicata all’ingresso dei bambini e visto il numero ancora ridotto degli iscritti riusciamo a garantire flessibilità senza dover contingentare gli ingressi, ma abbiamo deciso di sfruttare la porta sul giardino e dividere i bambini in due gruppi per l’uscita. Abbiamo confermato in questa occasione una nostra convinzione: per costruire una forte alleanza con le famiglie non basta una firma sul patto di corresponsabilità ma bisogna co-costruire tale corresponsabilità! I genitori ci stanno aiutando moltissimo nella gestione dei cambiamenti perché possano essere garanzia di maggior tutela per i loro bambini, ma anche per tutto il gruppo.
Certo, i primi raffreddori e “muchi dal naso” generano un po’ di domande: “maestre posso portarlo?”, “ma senza febbre e muco cosa si fa?”, “maestre mi mandate l’autocertificazione così la preparo?”, ma tutte le famiglie sanno di poterci scrivere e chiamare anche nel week end se necessario e insieme troviamo le risposte ad ogni dubbio.
Qualche scatto: