Ciao ,
condividiamo con piacere alcune foto scattate in prima persona dal nostro Staff che è andato in visita al nido “Il bosco incantato” e lo spazio gioco “Coccimella” di Marcheno. In più abbiamo chiesto a Stefania Pedretti, referente dei servizi alla prima infanzia, di raccontarci come la pandemia ha cambiato le vite delle famiglie fragili che vivono sul territorio.
La pandemia da Covid – 19 ha colpito, e tuttora colpisce pesantemente Brescia e la nostra provincia. Il lungo lockdown ha inasprito le difficoltà delle famiglie con fragilità e soprattutto di quelle famiglie al cui interno sono presenti minori con grave disabilità. Sin dai primi mesi dallo scoppio della pandemia a marzo 2020, forte è stato “il grido d’aiuto” di queste famiglie: il “distanziamento sociale” imposto dalla pandemia ha generato solitudine e acuito conflitti.
Proprio per questo grazie al progetto delle Adozioni in Vicinanza, ci siamo attivati fin da subito per supportare questi nuclei famigliari così fragili in un contesto di grave solitudine e difficoltà.
Pertanto, dal momento che non era possibile integrare le ore di assistenza educativa scolastica in quanto le scuole erano chiuse, in accordo con i servizi sociali competenti e con le famiglie, abbiamo siglato un patto di corresponsabilità e un progetto individualizzato per fronteggiare questa emergenza e donare un po’ di sollievo e serenità a più piccoli e alle loro famiglie.Tra i bambini che hanno potuto avere al proprio fianco, a casa, la propria assistente all’autonomia, c’è *Enrico.
Per tutelare la privacy, il nome e la foto del bimbo sono di fantasia
Enrico è un bambino che fin dai primi mesi di frequenza dello spazio gioco Coccimella, aveva manifestato delle fragilità lo rendevano un bambino chiuso, riservato, restio al contatto fisico e all’interazione con i pari. Per questo le operatrici “in punta di piedi” hanno accompagnato la mamma alla consapevolezza che ad Enrico doveva essere riservata un’attenzione “speciale” perché è “un bambino speciale”. La famiglia è stata quindi accompagnata verso i servizi di neuropsichiatria infantile per fare in modo che il piccolo Enrico facesse il suo ingresso alla scuola dell’infanzia con tutti i supporti che poteva avere il suo primo ingresso in una “società’ di pari” diversa da quella familiare. Purtroppo Enrico oltre alla sua disabilità, “deve sopportare” anche la fatica della separazione dei genitori e l’impossibilità di vedere la figura paterna. Vive con la mamma e la sorellina più piccola, ma con una rete famigliare quasi assente a causa della pandemia. Date le grosse difficoltà e fragilità di Enrico e della famiglia, grazie alle adozioni in vicinanza, nel giro di poco tempo, la cooperativa ha attivato l’assistenza domiciliare, mantenendo la stessa figura educativa. Questo intervento è stato di grande aiuto non solo ad Enrico, ma anche alla sua famiglia: anche la sorellina più piccola ha goduto della presenza preziosa dell’educatrice e la mamma ha potuto continuare a lavorare con serenità.
Foto scattate durante la visita al nido di maggio 2021